La Voce del Parroco


Carissimi,

la prima richiesta dopo la consacrazione è una richiesta di comunione tra noi: «Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo».

Lo stesso Spirito che poco prima è stato invocato sul pane e sul vino perché diventassero il corpo e il sangue di Cristo (santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito, perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore) ora viene invocato su ognuno di noi perché ci renda un cuor solo e un’anima sola.

La comunione è un dono grande, indispensabile. Come capita di essere in contrasto personalmente con qualcuno, talvolta capita che anche i gruppi parrocchiali non sappiano essere in comunione e questa è una ferita enorme per la comunità e per la chiesa.

La bellezza di una comunità si valuta attraverso la ricchezza di iniziative e gruppi, ma anche attraverso la capacità di essere unita, coesa.

I membri di una comunità non si scelgono come gli amici, ma sono fratelli che si nutrono del corpo di Cristo e questo ci fa entrare in una relazione che supera ogni differenza. Mi piace spesso guardare tutta l’assemblea e gustare questa comunione che Cristo, l’Eucarestia sanno generare.

Da una parte mi spiace di non essere riuscito a finire il nostro viaggio dentro la celebrazione eucaristica prima dell’estate, dall’altra sono contento che si interrompa con questa riflessione sulla miracolosa comunione generata dall’Eucarestia. Dovunque saremo, mare, montagna, colina, città, lago ci basterà partecipare all’eucaristia e saremo subito uniti gli uni agli altri. Quando andremo a messa sarà bello sapere che ci saremo tutti, vicini anche se fisicamente distanti.

 

Don Marco

 

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